top of page

TERAPIA DI COPPIA

Sedersi assieme come coppia davanti a uno psicoterapeuta insegna a darsi un "modo nuovo" più efficace per affrontare discussioni e problemi.
Alcune consapevolezze che si apprendono lungo questo percorso possono essere utili a tutte le coppie, anche a quelle non in crisi.

I 10 PASSI DELLA TERAPIA DI COPPIA
 
1. Il tempo del "noi"
Le sedute di psicoterapia insegnano quanto sia importante ritagliarsi degli spazi e del tempo solo per la coppia, al fine di creare un profondo senso di solidarietà e mantenere vivo il contatto con l'altro.
 
2. Le "due verità"
Esporre le proprie ragioni davanti a un esperto, imparziale, aiuta a capire che la nostra verità  non è che un punto di vista. Mettersi in gioco in una terapia a due significa accettare l'idea di uscire dalle proprie posizioni autoreferenziali, accogliere la verità dell'altro e abbracciare realmente il cambiamento.
 
3. L'ascolto dell'altro
La terapia di coppia insegna a dare spazio all’ ascolto dell’altro. Ascoltare in modo attivo significa osservare, sentire l'altro e la sua complessità. Imparare a comunicare per davvero è la chiave per riprendere in mano il filo invisibile che unisce due persone e il primo passo è proprio fermarsi a sentire cosa vuole dirci l’altro.
 
4. Non si può avere sempre ragione
La terapia di coppia è per definizione una palestra di apprendimento di reciproche posizioni. L'arbitro neutrale è il terapeuta, che aiuta a spostarsi dal proprio asse per ampliare l'ottica e la visuale del problema.
 
5. La presunzione di sapere tutto dell'altro
Ascoltare il partner, aprirsi, a volte significa scoprire quanto sia diverso dall’ immagine che ci siamo fatti di lui. Scoprire e scoprirsi, questo è un punto centrale nella terapia. 
 
6. Essere onesti
Capita che in terapia si venga trascinati dal partner e dalle sue di motivazioni. Comprendere dal principio, invece, come usare al meglio il percorso psicologico, significa smettere di fingere o di nascondersi e affrontare ciò che spaventa e ciò che allontana all'interno del rapporto. 
 
7.  La regola del “timeout” 
Serve ad evitare l'escalation durante un litigio: se i toni si alzano eccessivamente, hai il diritto di chiedere un ‘timeout'. Grazie alla terapia, si può imparare a litigare in modo costruttivo e comunque sempre funzionale al dialogo. 
 
8. Non pretendere di essere uguali
Il percorso terapeutico insegna a empatizzare, a sapersi mettere nei panni dell’altro, a guardare in modo costruttivo il suo punto di vista, ma anche ad accettare le reciproche differenze come delle risorse per la coppia.
 
9. Abbracciarsi, baciarsi
Il percorso terapeutico aiuta ad avere maggiore consapevolezza della propria espressività corporea e di come la utilizziamo quando interagiamo con il nostro compagno. Riacquisire confidenza e intimità fisica, riprendere da dove ci si era persi nel contatto, significa rimetter in moto l’ affettività, la complicità e la seduzione. 
 
10. Via libera all'intimità
L’intimità non è sinonimo di convivenza, ma di condivisione. La terapia in questo caso è un contenitore eccezionale per rivalutare la qualità del tempo passata assieme e per dare una marcia in più alla sfera erotica. 

OGNI COPPIA E' UN ICEBERG

​

Comunemente si crede che il buon funzionamento di una coppia dipenda esclusivamente dalla capacità di mantenere un legame con l’altro nel presente... non è proprio così, ci sono vari fattori che fanno parte del nostro bagaglio di esperienze che possono interferire.

Ciascuno  sa amare alla luce delle proprie esperienze passate (infantili con i genoitori e relazionali sucessive) e in base ai traumi subiti, ai propri bisogni attuali e alle proprie aspettative e desideri.

Quando due persone si scelgono per formare una coppia, stringono inconsapevolmente un "patto" che come un iceberg è costituito da una parte emersa ed esplicita ed una parte sommersa ed  implicita.

La parte emersa del patto è costituita da richieste aperte e dichiarazioni di accettazione delle richieste dell’altro, da norme esplicite e accordi condivisi e ha una funzione unificante per la coppia; es. “ti scelgo per quello che sei”.

La parte sommersa del patto è fatta invece di vincoli inconsapevoli, di richieste implicite che l’altro ci confermi una specifica immagine di noi,  è come dire all’altro “ti scelgo per ciò che segretamente vorrei che tu fossi”; ad es., le coppie dove il loro equilibrio si fonda sulla dinamica in cui un membro svolge il ruolo di “salvatore” e l’altro di “salvato”, se il primo si trova in una circostanza di bisogno, capita di rinunciare momentaneamente al ruolo inizialmente scelto e fare all’altro richieste di accudimento (percepite come improprie) e qui inizia la crisi.

bottom of page