Adolescenti e bambini difficilmente sono in grado di esprimere e riportare verbalmente i loro problemi e di chiedere aiuto ad un adulto per affrontarli: ecco perché di solito manifestano il proprio disagio attraverso sintomi fisici (mal di testa, vomito, mal di pancia, difficoltà a dormire…) oppure attraverso comportamenti, scatti di aggressività, irritabilità, crisi di pianto, molteplici paure, difficoltà scolastiche.
Questi sono segnali con cui il bambino cerca di comunicare a mamma e papà il suo malessere: porvi attenzione e prendere in considerazione tali segnali è già un primo passo verso la comunicazione, l’accettazione e la ricerca di una soluzione per il bambino e per la famiglia.
i nostri percorsi
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Consulenza e sostegno psicologico del bambino/adolescente
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Psicoterapia individuale e famigliare
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Sostegno alla genitorialità pre e post partum
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Mediazione famigliare in caso di separazione
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Parent training
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Teacher training
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Interventi psicoeducativi
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Percorsi per DSA, ADHD e PLUSDOTAZIONE
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Consulenza e confronto con genitori, insegnanti e altre figure professionali coinvolte nel percorso.

Il confronto con lo psicologo specializzato in età evolutiva può essere utile per trovare insieme strategie efficaci per affrontare il problema e sostenere il bambino/ragazzo.
ambiti di intervento
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Difficoltà scolastiche con compagni di classe e insegnanti
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problemi comportamentali quotidiani a casa
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paure o ansia
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difficoltà relazionali con genitori, fratelli o sorelle
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problematiche nelle separazioni / eccessivo attaccamento
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reazioni aggressive eccessive o inappropriate
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problemi nei rapporti con i coetanei (isolamento)
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crisi legate ad eventi familiari (es. lutto, separazioni, divorzio, malattie)
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cambiamenti nelle abitudini alimentari
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enuresi notturna
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incontinenza ed encopresi durante il giorno
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sintomi fisici ricorrenti come mal di pancia e mal di testa
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modificazioni del ritmo sonno/veglia
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pianto eccessivo durante la giornata o un tono dell’umore deflesso (tendente alla tristezza)
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difficoltà attentive, organizzative e delle funzioni esecutive;
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disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA);
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bisogni Educativi Speciali (BES) e difficoltà scolastiche;
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metodo di studio e sviluppo dell’autonomia scolastica;
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avvio e utilizzo degli strumenti compensativi e digitali;
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potenziamento degli apprendimenti e delle funzioni esecutive;
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plusdotazione e Alto Potenziale Cognitivo (APC).
Come sono strutturate le sedute di PSICOTERAPIA INFANTILE?
In età evolutiva il disagio può manifestarsi in modi molto diversi: attraverso ansia, paure, somatizzazioni, difficoltà nella separazione, disregolazione emotiva, comportamenti oppositivi, difficoltà attentive, scolastiche o relazionali.
Nel lavoro con bambini e adolescenti si utilizza, in base all’età e agli obiettivi individuati, il colloquio, il gioco, attività strutturate e strumenti psicoeducativi personalizzati, lavorando sulla consapevolezza emotiva, sull’autoregolazione, sull’autonomia, sulle funzioni esecutive e sul senso di autoefficacia.
E' importante considerare il bambino all’interno dei suoi principali contesti di vita. Il percorso prevede il coinvolgimento dei genitori, il confronto con la scuola e la collaborazione con gli altri professionisti che seguono il bambino o il ragazzo.

"Il bambino che ha
più bisogno di amore,
lo chiederà nei modi meno amorevoli”
M. Kutscher
IL RUOLO DEI GENITORI NELLA PSICOTERAPIA DEI BAMBINI
Il primo colloquio avviene generalmente con i genitori, o con chi si prende cura del bambino, vengono valutate le motivazioni per le quali è stato contattato il professionista e la reale necessità di un percorso di psicoterapia.
Si prosegue poi all'interno di una prima fase di accoglienza e valutazione, incontrando sia i genitori insieme al bambino che il piccolo paziente da solo. Vengono poi definiti gli obiettivi e condivisi con i genitori. Lungo il percorso di psicoterapia, oltre alle sedute individuali, potranno essere proposti degli incontri con i genitori insieme al bambino o ai soli genitori.
In alcuni casi può essere suggerito a questi ultimi di intraprendere un percorso parallelo a quello del bambino, per far sì che i cambiamenti possano essere rinforzati anche a casa e per il benessere generale di tutti i componenti della famiglia.


