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IL NUOVO EMENDAMENTO SUL REVENGE PORN


Proprio ieri, 3 Aprile 2019, il parlamento italiano ha avviato l’iter per l'approvazione di una legge sul revenge porn.

Che cos’è il REVENGE PORN?

E’ la pubblicazione, o minaccia di pubblicazione, di fotografie o video che mostrano persone impegnate in attività sessuali o ritratte in pose sessualmente esplicite, senza che ne sia stato dato il consenso dal diretto interessato.

Come si è evinto dai fatti di cronaca, il ricatto sessuale viene perpetrato soprattutto da persone legate sentimentalmente alla vittima (coniugi, compagni/e, fidanzati/e), che a causa della fine di una relazione, agiscono con l’intento di "punire", umiliare o controllare gli ex, attraverso le immagini o video in loro possesso.

Parliamo di video e fotografie scattate in intimità o selfie scattati dalla stessa vittima con l'idea che dovessero rimanere nella sfera privata , scatti e riprese avvenuti di nascosto e inviati all'ex partner.

Il risultato della condivisione di tali immagini (attraverso la rete, e-mail e cellulari) è l’umiliazione della vittima rispetto alla propria immagine e dignità, con conseguenti condizionamenti nei rapporti sociali e nella ricerca di un impiego (molte vittime di revenge porn hanno riferito agli psicologi che l'impatto della diffusione su larga scala di immagini private può essere paragonato a quello di una vera e propriaviolenza sessuale).

Quello che ne consegue è il victim blaming, ovvero la colpevolizzazione della vittima che subisce una violenza psicologica, un vero e proprio cyber-stupro, non solamente dal singolo, ma da una massa di persone che vede, commenta e condivide, giudicando la vittima come la vera colpevole della sua immagine. Ogni commento sui social è una presa di posizione a favore del carnefice che ha fatto circolare il contenuto e rende complici dello stupro mediatico a cui la vittima viene esposta.


Quali sono le nuove pene?

Quando la legge avrà compiuto il suo iter anche al Senato, chiunque diffonda immagini intime senza consenso di chi è ripreso rischia da 1 a 6 anni di carcere e la multa da 5 mila a 15 mila euro.

Viene punito anche chi, avendo ricevuto le immagini, le cede o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate, per recare loro danno.

Previste aggravanti per la diffusione via social: la pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.


Una panoramica sulle leggi all’estero

Il primo paese a dotarsi di una legislazione anti-revenge porn è stata la Repubblica delle Filippine nel 2009: il provvedimento votato in congresso intende tutelare “l’onore, la dignità e l’integrità della persona”, predisponendo pene dai 3 ai 7 anni per i trasgressori.

Tra i più all’avanguardia in tema di reati digitali ci sono gli Stati Uniti: 41 stati si sono dotati di una legge contro il revenge porn considerando la “pornografia non consensuale” una violazione della privacy e un crimine punibile con pene dai 3 ai 5 anni e con una multa fino a 15mila dollari. Lo scorso febbraio l’organo legislativo di New York ha approvato un disegno di legge piuttosto all’avanguardia, che permette al giudice di ordinare ai social network o ai siti web la rimozione del contenuto sensibile.

La Francia si è dotata di una legislazione in materia di revenge porn già a partire dal 2016, grazie a un emendamento alla legge di contrasto al cyber-crimine, che punisce i diffusori di materiale privato a carattere sessuale con due anni di detenzione e multe fino a 60mila euro.

Nel Regno Unito il revenge porn è diventato un reato a partire dal 2015 e anche qui le pene arrivano fino a 2 anni di reclusione. Secondo quanto calcolato da Revenge Porn Helpline (il servizio governativo che assiste le vittime) le immagini pubblicate online nel solo 2018 sono state più di 18mila, l’80% delle quali in seguito rimosse.


Come si combatte la violenza in ogni sua forma?

Come si può fermare questa ondata di odio che sembra essersi impadronito del mondo social? Bisogna soprattutto investire sulle nuove generazioni, insegnando loro fin da piccoli a "contenere le frustrazioni": già dalla scuola dell'infanzia gli insegnanti, ma per primi i genitori, devono allenare il bambino/a ad essere competente nel sentire, nel riconoscere e nell’esprimere le emozioni, sia positive che negative. Significa far crescereun adolescente e un adulto capace di ascoltare un disagio e capace di esprimerlo con delle strategie diverse dall’essere prepotente prevaricando l'altro fino ad annientarlo.